Con l’avvicinarsi della stagione calda, torna di attualità il pericolo, per la popolazione generale e per i lavoratori, rappresentato dalle temperature estreme.
In particolare i lavoratori agricoli, gli operai nei cantieri edili e stradali e, più in generale, tutti i lavoratori che svolgono la propria attività all’aperto, sono particolarmente esposti al rischio rappresentato dalla esposizione a temperature estreme.
Quali sono le temperature registrate nell’estate 2024?
Le ultime due estati sono state le più calde in assoluto, anche i dati lo confermano. Infatti, secondo l’osservatorio Ue Copernicus1 i dati mostrano che il 2024 è stato l’anno più caldo della storia superando sia i livelli del 2023 sia aumentando del +1.5°C sopra i livelli di riscaldamento previsti dall’accordo di Parigi.

Quali sono i rischi sulla salute dei lavoratori e delle lavoratrici?
Le conseguenze che le elevate temperature apportano sulla salute di un soggetto possono essere molto serie.
In ambito medico tali conseguenze prendono il nome di “patologie da calore”, e con esse s’intende quelle «condizioni cliniche correlate all’esposizione a elevate temperature ambientali e a ondate di calore»2.
Tra queste, la conseguenza più temuta dell’esposizione a temperature estreme è il colpo di calore.
Esso si manifesta in condizioni climatiche particolari caratterizzate da:
- Temperatura elevata
- Tasso di umidità elevato
- Scarsa ventilazione
Il colpo di calore è causato dall’alterazione dei meccanismi della termoregolazione corporea che impedisce la normale dispersione del calore determinando un aumento anomalo della temperatura corporea che può arrivare a superare i 40°C.
Questo determina una risposta infiammatoria e coagulativa che, insieme agli effetti tossici diretti del calore sulle cellule, possono essere responsabili di gravi effetti sulla salute che possono determinare il decesso.
È necessario che tutti siano pienamente consapevoli di questo grave pericolo. I datori di lavoro in particolare devono mettere in atto tutte le misure preventive necessarie a ridurre tale grave rischio.
Quali misure preventive può adottare il Datore di Lavoro?
L’articolo 181, comma 2 del D. Lgs. 81/08 impone al datore di lavoro la responsabilità della valutazione dei rischi derivanti da esposizioni ad agenti fisici tra i quali, le elevate temperature.
Questa valutazione è «programmata ed effettuata, con cadenza almeno quadriennale, da personale qualificato nell’ambito del servizio di prevenzione e protezione in possesso di specifiche conoscenze in materia», inoltre «è aggiornata ogniqualvolta si verifichino mutamenti che potrebbero renderla necessaria, ovvero, quando i risultati della sorveglianza sanitaria rendano necessaria la sua revisione».
Fermo restando l’obbligo di fare una valutazione dei rischi, il Datore di Lavoro è incentivato ad adottare delle misure precauzionali per garantire il benessere, la salute e la sicurezza dei propri lavoratori e lavoratrici.
Un interessante documento aggiornato al 2024 del Worklimate nominato “Decalogo per la prevenzione delle patologie da calore e da esposizione a radiazione solare nei luoghi di lavoro” (consultabile sul nostro sito) consiglia dieci step che il Datore di Lavoro può seguire per la prevenzione dal rischio caldo all’interno della sua azienda.
I punti principali possono essere riassunti così: informare i lavoratori dei rischi che le alte temperature possono avere sulla salute; mantenere un’attiva sorveglianza sanitaria coinvolgendo il Medico Competente, adottare misure di protezione individuale come vestiario adeguato, e creare punti di ristoro con zone d’ombra e acqua sempre disponibile.
Post Scriptum: attenzione ai nostri anziani!


FONTI
1 Copernicus, “2024 – a second record-breaking year, following the exceptional 2023”
2 Worklimate, “Patologie da calore e fattori che contribuiscono alla loro insorgenza”
Immagine con dati: https://images.collettiva.it/view/acePublic/alias/contentid/1f3lt1ubbv1q1r7yqd0/0/daticopernicusriscaldamentoglobale2024-png.webp?f=3×2&q=0.75&w=1080